In una recente intervista di Ian Anderson (cantante e flautista dei Jethro Tull) alla rivista Rolling Stone si è parlato del luogo preferito per far musica. Nei locali c’è troppa confusione si parla e si fuma (o si fumava). Lo stadio per sua natura è troppo dispersivo. Il teatro invece -a detta di Ian Anderson- è il posto migliore sia in termini di acustica sia in termini di feeling che si riesce a stabilire con il pubblico.

Personalmente posso essere d’accordo che il posto migliore per “ascoltare” musica con una certa dose di attenzione sia il teatro. Ma la magia di un concerto all’aperto è impagabile. Anche l’atmosfera di un locale in compagnia degli amici seduti a sorseggiare un birra ha il suo perché. Ogni venue (passatemi il termine) ha i sui pro e i suoi contro, l’importante è fare musica.

Buon concerti a tutti!

Rooftop Gigs

Nota a lato: per non parlare di quelli che hanno deciso di esibirsi sul tetto di qualche edificio così come è capitato ai Beatles con l’Apple Rooftop Concert del 1969 (strepitosa Get Back)  e agli U2 su un tetto della  7th Avenue a Los Angeles nel 1987 (Where the Streets Have No Name). Chi sa citare altri luoghi particolari dove suonare? Ma per favore non ve ne uscite con Claudio Baglioni che suona dal balcone della madre a Centocelle!

La trascrizione di un brano musicale è uno tra gli esercizi più utili per un musicista. La trascrizione non è altro che scrivere un motivo musicale su pentagramma. Chiaramente la difficoltà di questo tipo di esercizio dipende da molteplici fattori: il nostro livello di conoscenza della musica e del solfeggio, il nostro orecchio musicale ed ovviamente la difficoltà del brano. L’importante è convincersi che tutti, con la giusta motivazione, possono riuscire in questo esercizio.
In questo post non entreremo nei dettagli di come si trascrive un brano quanto piuttosto vogliamo indicare gli strumenti utili per farlo. Di fatto sono veramente pochi. In estrema sintesi sono due: carta e penna! Beh ovviamente poi c’è il lettore mp3 o lo stereo di turno.

Per quanto riguarda il foglio chiaramente abbiamo bisogno di un foglio pentagrammato. Per chi non avesse un quaderno pentagrammato o per chi fosse troppo pigro per scendere a comprarlo, su internet è possibile trovarne gratuitamente. Ad esempio su Blank Sheet Music è possibile personalizzalo e poi salvarlo in pdf o stamparlo direttamente.

Trovata la carta abbiamo bisogno di uno strumento su cui riprodurre le note. Mentre si riportano le note sul pentagramma è fondamentale suonare queste note sul proprio strumento. Alcuni musicisti (ad esempi chi suona strumenti a fiato) per questo tipo di attività preferiscono usare una tastiera perché più facile da “gestire”. Per chi non ne avesse una oggi internet offre una vasta serie di tastiere virtuali. Due esempi su tutti: Virtual Keyboard e Virtual Piano.

Poi, per chi volesse riscrivere tutto “in bella” è possibile farlo utilizzando programmi appositi come Sibelius e Finale. Ahimè questi programmi costano! E siccome noi siamo in bolletta e non vogliamo utilizzare copie pirata, possiamo utilizzare il potente MuseScore che è scaricabile gratuitamente a questo indirizzo.

Nota a lato. Venti anni fa trascrivere un assolo era snervante: tornare avanti e indietro con un mangiacassette. Quante cassette rovinate. Oggi le cose sono cambiate e la tecnologia ci viene un po’ in aiuto ma il piacere nel riuscire in questo tipo di esercizio rimane lo stesso di sempre!

NW

Quizzone. Chi sa riconoscere questo motivetto? Quale relazione ha con il post di ieri??

Non mi resta che augurarvi buona scrittura!

Qualche giorno fa il mondo della musica era in lutto per la morte del celebre jazzista Dave Brubeck. A pochi giorni di distanza ci ha lasciato un altro grandissimo musicista (anche se meno conosciuto) stiamo parlando di Ravi Shankar.

Chi è Ravi Shankar? Diciamo che il mondo lo ricorderà come The Godfather of Sitar o The Godfather of World Music come lo definì lo stesso George Harrison (questo si conosce) con cui ebbe modo di collaborare. Ravi Shankar musicista indiano e virtuoso suonatore di sitar (strumento a cui PausaMusicale dedicherà in futuro sicuramente dei post specifici) ha contribuito alla diffusione della musica classica indiana nel mondo. La sua attività di musicista inizia alla fine degli anni ’50 e compie una parabola di oltre mezzo secolo. Ha vinto tre Grammy Awards, partecipato al festival Woodstock (1969) e al Concerto per il Bangladesh del 1971.

Ravi Shankar

A Ravi Shankar -morto ieri all’età di 92 anni- va il nostro ringraziamento e il nostro saluto.

Il 15 dicembre 2012 si terrà a Riano (RM) la prima edizione della Notte Bianca.

Riano - Notte Bianca

Il programma musicale della serata / nottata prevede l’esibizione della banda Russel Walkin’ Orchestra e due concerti uno di musica Jazz (con i Jazz Manouche Quintet) e l’altro di musica Classica.

Buona musica a tutti!

Leggi il seguito di questo post »

Sezione: Assoli
Strumento: Tromba – Cornetta
Autore: King Crimson
Genere: Progressive rock

La prima proposta ha una valenza speciale, poiché rappresenta un po’ il manifesto programmatico di questa sezione del blog. Per questo motivo la ricerca del primo assolo ha avuto una genesi lunga e meditata.
Alla fine la scelta è ricaduta sul lungo e stupendo assolo di cornetta contenuto nella title track dell’album Island dei King Crimson, opera di Mark Charig.
Si tratta di due assoli: uno al minuto 2′ 30”, l’altra, la più lunga e struggente, al minuto 6′ 08”, una pietra miliare per gli amanti del genere!