Archivio per la categoria ‘Strumenti’

Sezione: Assoli
Strumento: Tromba
Autore: David Sylvian
Genere: Rock, ambient, sperimentale

La proposta di assolo di oggi è estratta da Brilliant Trees del 1984, primo album solista di David Sylvian dopo lo scioglimento dei Japan. Oltre a rinnovare la collaborazione con Ryuichi Sakamoto e i due ex Japan Steve Jansen e Richard Barbieri, In Brilliant trees Sylvian comincia a stabilire un feeling con diversi trombettisti famosi nel mondo del jazz e della musica sperimentale come Kenny Wheeler, Mark Isham, Jon Hassell.   L’assolo di oggi (al 3’23”) è opera di Mark Isham ed è estratto da Red guitar, il primo singolo estratto dall’album.

Sempre raffinata e difficilmente catalogabile, la sua musica spazia dall’ambient al rock, dal jazz alla musica sperimentale.

David Sylvian ha saputo intrecciare diverse collaborazioni, sempre con musicisti eccellenti, che hanno fornito e forniscono alla sua opera spunti solistici sempre bellissimi.  È uno dei nostri musicisti preferiti e presto torneremo a parlare di lui.

Sezione: Assoli
Strumento: Tromba
Autore: XTC
Genere: Pop/rock

Gli XTC sono uno dei gruppi più eclettici e raffinati della scena musicale pop inglese. Nati in epoca post-punk spesso sono stati etichettati come l’alter ego inglese degli americani Talking heads. Senza dubbio il genio compositivo e la “follia” latente sono caratteristiche che accomunano i due gruppi, ma i percorsi musicali hanno avuto sviluppi diversi .

Se si chiedesse di citare un assolo opera degli XTC, probabilmente in pochi proporrebbero la tromba, eppure in Drums and Wires del 1979 ce n’è uno bellissimo contenuto in That is the way (1’48’’), che nella sua parte finale ricorda un po’ le colonne sonore dei film polizieschi degli anni 70.

Dal post dedicato alla memoria di Ravi Shankar, pubblicato qualche giorno fa sulle pagine di questo blog, prendo lo spunto per svolgere qualche considerazione sul sitar, lo strumento che lo ha accompagnato lungo tutto l’arco della sua vita e il cui nome deriva da “setar”, che significa “tre corde”.

L’utilizzo del sitar nell’ ambito della musica rock risale alla prima metà degli anni ’60, grazie soprattutto a George Harrison,  ma è la psichedelia  che ne fa largo uso, trovando in esso, e nella musica orientale più in generale, un ottimo compagno di ”viaggi”.

Così, ispirati dal maestro Shankar,  i Beatles per primi introducono lo strumento principe della tradizione indiana nelle loro canzoni: Norwegian woods contenuto nell’album Rubber soul del 1965 , Love you to e Tomorrow never knows (Revolver, 1966), Within you without you da “la banda dei cuori solitari del Sergente Pepper” del 1967 sono degli ottimi esempi.

I Beatles, a loro volta, verranno imitati da moltissimi altri gruppi, che inseriranno il tocco esotico del sitar nelle loro composizioni: a me piace ricordare Shawn Phillips,  un virtuoso dello strumento, che arrangia col sitar una canzone di Donovan (Kingfisher) in un video molto bello, in cui alla fine della canzone Phillips e Pete Seeger dissertano  sullo strumento e gli Hoodoo Gurus, uno dei miei gruppi preferiti, che aprono Miss Freelove ’69 con un sitar campionato da un brano strumentale di Henry Mancini dal titolo The Party.

Alla prossima Raga!

Qualche giorno fa il mondo della musica era in lutto per la morte del celebre jazzista Dave Brubeck. A pochi giorni di distanza ci ha lasciato un altro grandissimo musicista (anche se meno conosciuto) stiamo parlando di Ravi Shankar.

Chi è Ravi Shankar? Diciamo che il mondo lo ricorderà come The Godfather of Sitar o The Godfather of World Music come lo definì lo stesso George Harrison (questo si conosce) con cui ebbe modo di collaborare. Ravi Shankar musicista indiano e virtuoso suonatore di sitar (strumento a cui PausaMusicale dedicherà in futuro sicuramente dei post specifici) ha contribuito alla diffusione della musica classica indiana nel mondo. La sua attività di musicista inizia alla fine degli anni ’50 e compie una parabola di oltre mezzo secolo. Ha vinto tre Grammy Awards, partecipato al festival Woodstock (1969) e al Concerto per il Bangladesh del 1971.

Ravi Shankar

A Ravi Shankar -morto ieri all’età di 92 anni- va il nostro ringraziamento e il nostro saluto.

Sezione: Assoli
Strumento: Tromba – Cornetta
Autore: King Crimson
Genere: Progressive rock

La prima proposta ha una valenza speciale, poiché rappresenta un po’ il manifesto programmatico di questa sezione del blog. Per questo motivo la ricerca del primo assolo ha avuto una genesi lunga e meditata.
Alla fine la scelta è ricaduta sul lungo e stupendo assolo di cornetta contenuto nella title track dell’album Island dei King Crimson, opera di Mark Charig.
Si tratta di due assoli: uno al minuto 2′ 30”, l’altra, la più lunga e struggente, al minuto 6′ 08”, una pietra miliare per gli amanti del genere!