Archivio per dicembre, 2012

Abbiamo pensato di farvi i nostri auguri di Natale con le note di Christmas Time (Is Here Again) dei Beatles. La registrazione è del 1967 e si trova nell’album “The Beatles’ Christmas Album” che raccoglie i messaggi natalizi registrati dai Fab Four tra il 1963 e il 1969. Per lo più Il brano ripete ossessivamente sempre la stessa frase ‘Christmas time is here again’ ma se avete tempo di pazientare fino al minuto 1’50” avrete modo di ascoltare gli auguri di Paul, John, George e Ringo.

  • This is Paul McCartney here, I’d just like to wish you everything you wish yourself for Christmas.
  • This is John Lennon saying on behalf of the Beatles, have a very Happy Christmas and a good New Year.
  • George Harrison speaking. I’d like to take this opportunity to wish you a very Merry Christmas, listeners everywhere.
  • This is Ringo Starr and I’d just like to say Merry Christmas and a really Happy New Year to all listeners.

A seguire John Lennon legge una delle sue originali poesie senza senso su un organo che suona le note di Auld Lang Syne, canzone popolare che nei paesi anglosassoni è tradizione cantare la notte del primo dell’anno.

Non ci rimane che unirci ai Beatles e augurarvi Merry Christmas and a Happy New Year

Sezione: Assoli
Strumento: Tromba
Autore: XTC
Genere: Pop/rock

Gli XTC sono uno dei gruppi più eclettici e raffinati della scena musicale pop inglese. Nati in epoca post-punk spesso sono stati etichettati come l’alter ego inglese degli americani Talking heads. Senza dubbio il genio compositivo e la “follia” latente sono caratteristiche che accomunano i due gruppi, ma i percorsi musicali hanno avuto sviluppi diversi .

Se si chiedesse di citare un assolo opera degli XTC, probabilmente in pochi proporrebbero la tromba, eppure in Drums and Wires del 1979 ce n’è uno bellissimo contenuto in That is the way (1’48’’), che nella sua parte finale ricorda un po’ le colonne sonore dei film polizieschi degli anni 70.

Sezione: Assoli
Strumento: Armonica
Autore: Doobie brothers
Genere: Rock

La seconda proposta di assolo è dedicata all’armonica, uno strumento diffuso soprattutto in America, in tutti i generi popolari: dal jazz, al country, dal blues al folk al rock. Ricordiamo soprattutto Bob Dylan e Neil Young, che la utilizzavano col caratteristico supporto appeso al collo e che ne hanno fatto un uso massiccio nelle loro canzoni. In Italia non possiamo fare a meno di ricordare Edoardo Bennato che sul supporto per l’armonica fissava anche il kazoo, Francesco De Gregori e Fabio Treves.

Per l’assolo di oggi abbiamo scelto i Doobie brothers, un gruppo rock degli anni 70, che – insieme a Steely Dan, Bob Seger, Steve Miller, Eagles, Boston, Boz Scaggs e Tom Petty per citarne alcuni – hanno contribuito alla colonna sonora del film FM del 1978.

Il pregevole ASSOLO di armonica (1’31’’) di oggi è contenuto in Long Train Runnin’, brano dell’LP The Captain and Me del 1973. È eseguito dal leader del gruppo Tom Johnston in una delle loro canzoni più belle e famose dei Doobie brothers, di cui si possono reperire diversi tutorial sparsi su you tube.

Occorre ricordare però che, per il riff iniziale, il brano è amato soprattutto dai chitarristi.

Ritorneremo sullo strumento. A presto.

Fatti:

  1. Questa non è una recensione.
  2. New Thing è un libro del 2004.
  3. New Thing è un romanzo scritto da Wu Ming 1.
  4. Wu Ming 1 è uno dei cinque scrittori che compongono il collettivo letterario Wu Ming (per esteso: Wu Ming Foundation).
  5. In cinese mandarino “wu ming” significa “senza nome” oppure “cinque nomi” a seconda di come viene pronunciata la prima sillaba.
  6. Gli autori di Wu Ming sono italiani e non certo cinesi.
  7. New Thing è un romanzo sul Jazz ma non solo.
  8. New Thing (letteralmente Cosa nuova) è il termine con cui viene identificato il Free Jazz.
  9. Il Free Jazz è un nuovo tipo di musica sviluppatosi in America a partire dagli anni ’50 e che comincia a perdere il carattere di mero intrattenimento.
  10. New Thing è un libro giallo su un sottofondo musicale Jazz.
  11. New Thing è scritto in maniera avvincente e molto particolare come un grande collage di testimonianze, interviste, flashback, articoli di giornale.
  12. Dato il progetto Wu Ming, New Thing è scaricabile gratuitamente online.
  13. New Thing racconta la scena musicale underground dell’america degli anni ’60 – ’70.
  14. New Thing racconta di musica, di politica, di afroamericani, del Black Panter Party, di lotta di classe.
  15. New Thing è un libro che a me è piaciuto e che raccomando a tutti.

Buona Lettura a tutti!

New Thing

Per chi volesse approfondire:
Il Progetto Wu Ming
Per scaricare il libro oppure andate il libreria!
Il libro su Google libri oppure andate in libreria (e due!).

Dal post dedicato alla memoria di Ravi Shankar, pubblicato qualche giorno fa sulle pagine di questo blog, prendo lo spunto per svolgere qualche considerazione sul sitar, lo strumento che lo ha accompagnato lungo tutto l’arco della sua vita e il cui nome deriva da “setar”, che significa “tre corde”.

L’utilizzo del sitar nell’ ambito della musica rock risale alla prima metà degli anni ’60, grazie soprattutto a George Harrison,  ma è la psichedelia  che ne fa largo uso, trovando in esso, e nella musica orientale più in generale, un ottimo compagno di ”viaggi”.

Così, ispirati dal maestro Shankar,  i Beatles per primi introducono lo strumento principe della tradizione indiana nelle loro canzoni: Norwegian woods contenuto nell’album Rubber soul del 1965 , Love you to e Tomorrow never knows (Revolver, 1966), Within you without you da “la banda dei cuori solitari del Sergente Pepper” del 1967 sono degli ottimi esempi.

I Beatles, a loro volta, verranno imitati da moltissimi altri gruppi, che inseriranno il tocco esotico del sitar nelle loro composizioni: a me piace ricordare Shawn Phillips,  un virtuoso dello strumento, che arrangia col sitar una canzone di Donovan (Kingfisher) in un video molto bello, in cui alla fine della canzone Phillips e Pete Seeger dissertano  sullo strumento e gli Hoodoo Gurus, uno dei miei gruppi preferiti, che aprono Miss Freelove ’69 con un sitar campionato da un brano strumentale di Henry Mancini dal titolo The Party.

Alla prossima Raga!

In una recente intervista di Ian Anderson (cantante e flautista dei Jethro Tull) alla rivista Rolling Stone si è parlato del luogo preferito per far musica. Nei locali c’è troppa confusione si parla e si fuma (o si fumava). Lo stadio per sua natura è troppo dispersivo. Il teatro invece -a detta di Ian Anderson- è il posto migliore sia in termini di acustica sia in termini di feeling che si riesce a stabilire con il pubblico.

Personalmente posso essere d’accordo che il posto migliore per “ascoltare” musica con una certa dose di attenzione sia il teatro. Ma la magia di un concerto all’aperto è impagabile. Anche l’atmosfera di un locale in compagnia degli amici seduti a sorseggiare un birra ha il suo perché. Ogni venue (passatemi il termine) ha i sui pro e i suoi contro, l’importante è fare musica.

Buon concerti a tutti!

Rooftop Gigs

Nota a lato: per non parlare di quelli che hanno deciso di esibirsi sul tetto di qualche edificio così come è capitato ai Beatles con l’Apple Rooftop Concert del 1969 (strepitosa Get Back)  e agli U2 su un tetto della  7th Avenue a Los Angeles nel 1987 (Where the Streets Have No Name). Chi sa citare altri luoghi particolari dove suonare? Ma per favore non ve ne uscite con Claudio Baglioni che suona dal balcone della madre a Centocelle!

La trascrizione di un brano musicale è uno tra gli esercizi più utili per un musicista. La trascrizione non è altro che scrivere un motivo musicale su pentagramma. Chiaramente la difficoltà di questo tipo di esercizio dipende da molteplici fattori: il nostro livello di conoscenza della musica e del solfeggio, il nostro orecchio musicale ed ovviamente la difficoltà del brano. L’importante è convincersi che tutti, con la giusta motivazione, possono riuscire in questo esercizio.
In questo post non entreremo nei dettagli di come si trascrive un brano quanto piuttosto vogliamo indicare gli strumenti utili per farlo. Di fatto sono veramente pochi. In estrema sintesi sono due: carta e penna! Beh ovviamente poi c’è il lettore mp3 o lo stereo di turno.

Per quanto riguarda il foglio chiaramente abbiamo bisogno di un foglio pentagrammato. Per chi non avesse un quaderno pentagrammato o per chi fosse troppo pigro per scendere a comprarlo, su internet è possibile trovarne gratuitamente. Ad esempio su Blank Sheet Music è possibile personalizzalo e poi salvarlo in pdf o stamparlo direttamente.

Trovata la carta abbiamo bisogno di uno strumento su cui riprodurre le note. Mentre si riportano le note sul pentagramma è fondamentale suonare queste note sul proprio strumento. Alcuni musicisti (ad esempi chi suona strumenti a fiato) per questo tipo di attività preferiscono usare una tastiera perché più facile da “gestire”. Per chi non ne avesse una oggi internet offre una vasta serie di tastiere virtuali. Due esempi su tutti: Virtual Keyboard e Virtual Piano.

Poi, per chi volesse riscrivere tutto “in bella” è possibile farlo utilizzando programmi appositi come Sibelius e Finale. Ahimè questi programmi costano! E siccome noi siamo in bolletta e non vogliamo utilizzare copie pirata, possiamo utilizzare il potente MuseScore che è scaricabile gratuitamente a questo indirizzo.

Nota a lato. Venti anni fa trascrivere un assolo era snervante: tornare avanti e indietro con un mangiacassette. Quante cassette rovinate. Oggi le cose sono cambiate e la tecnologia ci viene un po’ in aiuto ma il piacere nel riuscire in questo tipo di esercizio rimane lo stesso di sempre!

NW

Quizzone. Chi sa riconoscere questo motivetto? Quale relazione ha con il post di ieri??

Non mi resta che augurarvi buona scrittura!